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Data: 21/06/2001 PUBBLICITA': SPORTIVE SORPASSANO MODELLE,
E' P0LEMICA Da Cannes: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scelta di Lara Ciribì, velista che parteciperà alla sfida dell'America's Cup 2002-2003, come testimonial degli orologi Lorenz. Lara Ciribì ha sostituito una celebre top model per la nuova campagna pubblicitaria pianificata su tutti i quotidiani e settimanali italiani. Ma la tendenza esplosiva dell'affermazione delle "sport model" in pubblicità ha scatenato le reazioni indignate di alcune famose modelle già affermate nel mondo della moda e dell'advertising. La scelta caduta su Lara Ciribì ha generato le reazioni di alcune famose modelle, come Gisele, Claudia Schiffer, Nadia Auermann. Abbiamo osservato che il business delle top model è sceso negli ultimi anni del 30% con conseguenze sul fatturato delle supertop, che dai circa 50 miliardi dello scorso anno si è abbassato a 10 miliardi. A tutto vantaggio delle testimonial sportive come Lara Ciribì, Maurizia Cacciatori, Paola Pezzo, ma anche Isolde Kostner, Manuela Di Centa e Valentina Vezzali, che si sono accaparrate numerose pubblicità (orologi, abbigliamento, acqua, alimentari, enti). Ma perché le aziende voltano le spalle alle top model? Lo spiega Felice Lioy, direttore generale dell'UPA (Utenti Pubblicità Associati): "Funzionano di più le sport model delle modelle perché sono meno eteree, piene di energia e vitalità, hanno più efficacia pubblicitaria, perché sono personaggi nei quali è più facile identificarsi. Si tratta sempre di una moda, perché le aziende scelgono in base alle esigenze del mercato, ai desideri e ai sogni dei consumatori ed oggi c'è molto bisogno di modelli che comunichino vigoria, capacità e voglia di vincere, evidentemente le top model per le aziende non raggiungevano più questo obiettivo". Preoccupate da questa svolta? Adriana Sklenarikova, top model, famosa testimonial di un reggiseno dice: "No, assolutamente, il mio fatturato continua ad aumentare e non riesco a stare dietro a tutte le richieste. Sport model? Non ne conosco nessuna che possa veramente insidiare la supremazia di noi top". Dello stesso parere è Gisele, super top brasiliana, che osserva: "Le modelle sportive possono andare bene per certi prodotti, ma per garantire celebrità e notorietà internazionale a un marchio moda, le top model sono irrinunciabili". Più dura Eva Erzigova, volto di numerose campagne pubblicitarie: "Le sport model? Alcune sono un po' maschiaccio, altre più femminili. Dubito che possano sostituirsi a noi per certi prodotti". Replica Lara Ciribì: "Perché siamo meglio noi? Perché le sportive hanno più grinta e si vede, hanno un fisico di gran lunga migliore, più tonico e scolpito rispetto a quello di molte modelle anoressiche. Le sportive hanno anche spirito competitivo e grinta e li comunicano attraverso l'espressione del viso e la postura del corpo. Senza contare poi che la nostra è una grinta vera, tanto davanti all'obiettivo, quanto nella vita. Una grinta assolutamente non costruita!". D'accordo è anche Paola Pezzo, campionessa di mountain bike: "Ci richiedono perché siamo più adatte per determinati settori, forse con il nostro fisico tonico diamo un'immagine salutare, ma non mi sento modella, anche se ho avuto molte richieste". Per Carolina Morace, campionessa di calcio: "Nell'atleta non si identifica solamente la bellezza e l'armoniosità, ma anche la capacità e il talento che ognuna di noi ha nella propria disciplina. Quanto alla competizione, si tratta di due piani del tutto diversi, probabilmente hanno stancato le belle e basta, arriva di più a colpire un atleta di un certo livello, che oltre ad essere piacevolmente in forma, comunica anche le proprie qualità, piuttosto che una donna solo bella". |