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MUSICA RICICLATA? CROLLANO LE VENDITE


Basta remake! Il mercato discografico attraversa un grave momento di crisi. Le vendite dei cd sono in picchiata. Ma, contrariamente all'opinione corrente, non è tanto la pirateria a rappresentare la più grande minaccia per l'industria musicale, quanto l'incapacità degli artisti di proporre nuove idee. Gli anni '60, '70 e '80, periodi fecondi della storia della musica moderna, vengono ora saccheggiati senza ritegno e il 66% dei brani nasce dalla ripresa di un successo del passato. I consumatori non ne possono più di questo continuo ricorso al 'revival'. È questo che emerge da un'indagine su un campione rappresentativo di 1.500 uomini e donne di età compresa tra i 15 e i 45 anni. Stando agli intervistati, infatti, il grado di apprezzamento dei brani attualmente in circolazione è sceso da un indice pari a 75 su 100 ad un bassissimo 45 su 100. Queste le cause: al primo posto la tendenza della musica pop a riciclare brani vecchi (35%), segue la mancanza di creatività dei nuovi brani (28%), quindi l'omologazione generalizzata dei pezzi attualmente in programmazione (24%), la penuria di interpreti carismatici (18%), la scarsa virtuosità a livello strumentale (15%), la mancanza di testi di particolare appeal (10%).