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Data: 06/03/2002 SANREMO: PUBBLICITARI DIVISI, IL FESTIVAL PROMOSSO CON RISERVA
Piaccia o non piaccia il Festival di Sanremo non e' solo uno spettacolo musicale, o forse lo e' sempre meno per diventare un grande contenitore e veicolo mediatico, in cui le esigenze della spettacolarita' si mischiano con quelle dei bilanci pubblicitari. Abbiamo chiesto un giudizio a tre illustri esperti del settore pubblicitario. Ecco i risultati: Sanremo-secondo-Baudo viene promosso sicuramente da Anna Innamorati - Presidente McCann-Erickson Roma "Sanremo e' un appuntamento importantissimo per la televisione italiana. E' atteso, e' trasversale a tutti i pubblici, non solo per quelli "famigliari", ma anche per i giovani e i professionisti. Dal punto di vista pubblicitario ovviamente bisogna fare una scelta oculata rispetto al prodotto che si vuole pianificare: le auto, il largo consumo, i profumi. Sanremo diventa una pedina molto importante in una strategia di pianificazione che lo abbraccia. Sanremo e' un appuntamento a cui non si puo' mancare, specialmente per noi pubblicitari. Insomma, questa prima puntata di Sanremo e' promossa a prescindere da tutto perche' e' un happening da non perdere che fa bene all'industria della musica e della pubblicita' perche' e' trasversale per tutti i target" Positivo anche il giudizio di Felice Lioy, Direttore Generale UPA (Utenti Pubblicita' Associati): "Sanremo mi e' piaciuto perche' non e' stato noioso come qualcuno temeva, mi e' sembrato molto vario e molto professionale al tempo stesso. Devo dire che Baudo ha campeggiato ma non "gigioneggiato" e questo e' stato molto importante perche' c'era il pericolo contrario, le vallette non hanno fatto "da vallette" ma da coadiuvanti del presentatore che non ha voluto mettersi in risalto oltre un certo limite e quindi sostanzialmente mi e' piaciuto perche' non c'era noia. Decisamente da promuovere Pippo Baudo, dunque, che sicuramente in questo momento e' il migliore sia per professionalita', fantasia e anche innovazione. Bellissimi gli effetti speciali, le sceneggiature, molto diverse dal Sanremo tradizionale. E' difficile trovare un difetto proprio perche' e' stato talmente professionale e innovativo che non c'erano punti deboli. Forse l'unica pecca sono state alcune canzoni, graziose ma sembravano il rimaneggiamento di altre, non erano tutte originalissime. Bocciatura invece firmata da Lorenzo Strona, Presidente dell'UNICOM (Unione Nazionale Imprese di Comunicazione): "Venendo a conoscenza dei quasi 16 milioni di telespettatori che hanno seguito Sanremo continuo a stupirmi del fatto che uno spettacolo, la cui qualita' intrinseca e' tradizionalmente molto modesta, riesca a diventare un evento mediatico di questa portata. Me ne stupisco e la cosa mi induce in riflessioni tutt'altro che entusiastiche sullo stato di questo Paese che sta facendo sforzi notevoli per modernizzarsi e che comunque trova rifugio in prodotti che sono un inno al nazional-popolare e al provincialismo piu' bieco. Com'e' possibile che trovi ancora motivi sufficienti per inchiodarsi per 4 ore davanti a un televisore? Ancora piu' grave e inquietante e' che il Capo dello Stato sara' presente alla serata conclusiva del Festival. Mi auguro che Ciampi, se veramente ha scelto in questo senso, riconsideri la sua decisione: un avvallo cosi' autorevole per un prodotto di un'assoluta modestia qualitativa mi sembra del tutto inopportuno. Lo spettacolo si trascina da una edizione all'altra, con qualche innovazione e variante, ma vedere che l'attenzione degli italiani si catalizza sulla soubrette di turno che accompagna il presentatore di turno mi induce in considerazioni piuttosto amare sullo stato dell'arte |